Title: IL RITRATTO DI DORIAN GRAY

Author:WILDE OSCAR
Subject:ENGLISH FICTION
Source:
Publisher:GUARALDI
Buy at:http://www.guaraldi.it/
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E N N E S I M A
Grandi classici
Giovani traduzioni

Prima edizione: giugno 1995 (c) 1995 by Guaraldi/Gu.Fo Edizioni s.r.l. Via Covignano 302, 47037 Rimini
ISBN 88-8049-037-0

Oscar Wilde

Il Ritratto di Dorian Gray

Traduzione e cura di Maura Maioli

Guaraldi


INDICE

7 Introduzione di Maura Maioli

Il Ritratto di Dorian Gray

17 CAP. I 33 CAP. II 52 CAP. III 68 CAP. IV 86 CAP. V 101 CAP. VI 111 CAP. VII 125 CAP. VIII 142 CAP. IX 155 CAP. X 166 CAP. XI 190 CAP. XII 199 CAP. XIII 208 CAP. XIV 223 CAP. XV 234 CAP. XVI 245 CAP. XVII 253 CAP. XVIII 264 CAP. XIX 276 CAP. XX

283 Note 285 Postilla

INTRODUZIONE di Maura Maioli

Il diverso, il doppio, il diavolo

"... In questo paese è sufficiente essere diversi e avere cervello perché qualsiasi lingua si dimeni ..." È l'unica risposta che Dorian Gray dà al pittore Basil Hallward quando gli domanda spiegazioni sulle sue chiacchierate, immorali abitudini. A quale forma di diversità egli si riferisca, non è espresso a chiare lettere. E non una delle voci accusatorie che circolano su di lui e sul presunto segreto della sua incorruttibilità al tempo, lascia intendere in cosa consista lo scandalo. Ciò che si sa è che Dorian Gray esercita una cattiva influenza sui giovani che lo frequentano e si concede a pagamento delle fumerie Ma l'uso di droghe è tutt'altro che inconsueto sul finire del secolo, quanto alla personalità forte, al modello estetico che produce imitazione e dunque invidia, esso è compensato dal piacere che la società trae dalla pura presenza del giovane Gray. Egli arricchisce i salotti del bel mondo, fa innamorare di sé signore dell'alta società (nonché giovani popolane), detta i "must" di una nuova moda e di un nuovo stile. È brillante, affascinante, adulato. La diversità non si annida qui. Eppure lo scandalo attorno al Ritratto, già quattro anni prima dello scandalo reale attorno a Wilde, esiste.
Oscar Wilde è uno di quegli autori il cui destino è noto

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INTRODUZIONE

almeno quanto la sua opera. Ed è il suo destino - la trasgressività, il carcere, il matrimonio e la doppia vita - a giustificare la lettura del Ritratto come racconto omosessuale. Il testo è disseminato di indizi. C'è l'insistenza quasi ossessiva sulla bellezza fisica di Dorian. C'è il fascino che egli esercita sul dandy Henry Wotton e sul pit-tore Basil Hallward. A quest'ultimo, Wilde fa ripetere una delle affermazioni contenute nella famosa prefazione al romanzo: "è creatore del bello. L'intento è rivelare l'arte celando l'artista". Basil Hallward pronuncia parole simili dopo aver male-detto il suo dipinto perché invaso dal timore che gli occhi del mondo possano intuirvi la sua passione per il modello. Che è un modello maschile. Tutto il romanzo ritrae un "mondo maschile". Le figure femminili che lo popolano, poco più che ombre, costituiscono un inventario poco lusinghiero del secondo sesso. Raramente sono do-tate di un qualche acume intellettivo, per lo più sono frivole e superficiali; hanno voci stridule e stonate, eccedono nel vestire e collezionano mariti per vincere la noia. Vengono tollerate dal mondo omoerotico, in cui si muovono quasi come marionette, con paura e odio. Sibyl Vane, l'unica che potrebbe aspirare alla dignità di personaggio, non esiste. Non è una donna, ma il riflesso di figure eroiche su cui Dorian fantastica. È letteratura, e muore quando rifiuta l'arte e la sua sostituzione alla vita. "Ha recitato una parte ... Non è mai esistita vera-mente", sentenzia sulla sua morte Henry Wotton, nel suo stile epigrammatico. La diversità di cui il romanzo parla, è dunque diversità sessuale.
Molti degli autori che costituiscono la "biblioteca" di Wilde, ed è sufficiente pensare ai simbolisti francesi, sperimentarono il disagio dell'omosessualità. Rimbaud e Verlaine tracciarono i due percorsi possibili all'artista

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IL RITRATTO DI DORIAN GRAY

omosessuale: lo scandalo e Alla fine del secolo scorso si poteva scegliere di recitare la parte dell'outsider fino alle sue estreme conseguenze, oppure la parte del normalizzato indossando la maschera della rispettabilità. Wilde, destinato a vivere nella società borghese del diciannovesimo secolo, attraverso il Ritratto tenta di definire una via alternativa a queste. Qui sta lo scandalo. Egli opera la sostituzione tra arte e vita indicando come sola possibilità di esistenza omosessuale, l'esistenza estetica. In una realtà divenuta opera la diversità si risolve, dissolvendosi. Dorian Gray muore. La sua fine, forse, è intuibile fin dall'inizio. Il tentativo di risolvere la diversità omosessuale attraverso la sua integrazione in una totalità estetica, fallisce. Infatti, rifiutando scandalo e assimilazione Wilde finisce con il destinare inevitabilmente Dorian Gray al dilemma del dottor Jekyll: la doppia vita.
Tra gli antecedenti letterari del Ritratto si cita spesso il racconto di Stevenson. Le analogie sono numerose. Dorian Gray spinge al suicidio una giovane e la sera successiva è all'opera in buona compagnia; commette un omicidio e il giorno dopo partecipa a un pranzo in società. Hyde si macchiava di delitti altrettanto crudeli, poi tornava a rifugiarsi nel dottor Jekyll, un uomo stimato per il suo valore di scienziato e filantropo. In entrambe i casi si può parlare di doppia vita. E di doppia persona-lità. Di lotta tra gli impulsi al bene e al male di cui ogni essere umano è protagonista. Nonostante l'assenza in Wilde, proclamata fin dalla prefazione al romanzo, di intenti etici, Dorian Gray vive uno sdoppiamento. Il suo sdoppiamento si realizza attraverso "l'altro" del dipinto. Attraverso ciò che egli definisce spesso "la cosa", non potendo trovargli un nome più adatto. Il ritratto assume il ruolo dello specchio, dell'ombra, del sosia di tanta lette-9

INTRODUZIONE

ratura dedicata al tema del doppio. Stevenson nell'intuire la frantumazione interiore anticipava di quasi le teorie freudiane sull'inconscio. Appena forzando il testo, la stessa intuizione si potrebbe cogliere in Wilde. Quando Dorian Gray affronta il ritratto nel drammatico finale del romanzo, è consapevole di trovarsi faccia a faccia con l'altro. Lo chiama coscienza, ma il lettore moderno è facile vi legga una resa fisica, oggettuale del super-io. L'altro del ritratto è vecchio e appesantito dalle rughe, perché ha accolto tutte le regole morali che la società impone e conosce il rimorso. Hyde era giovane e leggero perché privo di rimorso. Di questo altro che gli impedisce di essere davvero libero Dorian Gray vorrebbe sbarazzarsi, ricacciarlo nell'oscurità (la stanza buia e desueta all'ultimo piano della casa non potrebbe essere la stanza buia del rimosso?). Non si accorge che scegliendo di negare il ritratto, di proscriverlo, di nasconderlo alla curiosità indagatoria del mondo, del mondo riconosce la vittoria. Ne ha accettato i comandi e i riti. Un'ultima affinità tematica tra Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr. Hyde e Il ritratto di Dorian Gray. In tutti e due, i protagonisti vengono braccati. Nel primo dai benpensanti impiccioni, nel secondo dagli avidi di quelle che chiamano verità. Ed è anche questo, oltre al fallimento della completa estetizzazione del mondo, a condurre Dorian Gray alla morte. L'alternativa alla morte del resto poteva solo essere la dannazione. "Sono dannato", dice in una sorta di battuta teatrale alla sua ultima conquista. Nei tuguri malfamati che frequenta di nascosto è conosciuto come "patto con il diavolo". Dorian Gray è un altro dei personaggi letterari che ha venduto al diavolo. Non per orgoglio intellettuale, ma per orgoglio estetico. E l'orgoglio viene ancora punito.

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IL RITRATTO DI DORIAN GRAY

A distanza di oltre un secolo si continua a leggere il Ritratto con passione. La letteratura tratta sempre casi eccezionali e Dorian Gray è una soggettività isolata di quelle che producono imbarazzo perché non sono condi-vise da un collettivo. Si salva dalla definizione di mostro data ad altri protagonisti per la sua bellezza fisica. Ma è solo superficie. È un omosessuale, uno sdoppiato, un dan-nato. Per questo non smetterà mai di essere moderno.

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Il Ritratto di Dorian Gray


PREFAZIONE

è creatore del bello.

L'intento è rivelare l'arte celando l'artista.

Il critico è colui che può tradurre in un nuovo materiale o in una maniera altra la sua impressione del bello.

La critica più modesta o più alta è sempre strumento di autobiografia.

Coloro che nel bello trovano significati brutti sono corrotti senza incanto. Questa è una colpa.

Coloro che nel bello trovano significati belli sono colti. Per loro c'è speranza.

Sono gli eletti per i quali il bello significa solo bellezza.

Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male.

Il disgusto del diciannovesimo secolo per il realismo è la rabbia di Calibano nel vedere il suo volto allo specchio.

Il disgusto del diciannovesimo secolo per il romanticismo è la rabbia di Calibano nel non vedere il suo volto allo specchio.

La vita morale è materia dell'artista, ma la moralità del-15

l'arte consiste nel perfetto utilizzo di uno strumento imperfetto.

Non c'è artista che desideri dimostrare qualcosa. Perfino le cose vere possono essere dimostrate.

Non c'è artista che partecipi all'etica. La partecipazione etica in un artista è un imperdonabile manierismo di stile.

Non c'è artista ...
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