MILL JOHN STUART     

MILL JOHN STUART

John Stuart Mill (1806 – 1873)

Filosofo ed economista inglese

Rigidamente educato dal padre James secondo i principi benthamiani e liberisti classici, è uno dei pensatori più rappresentativi del positivismo e dell'economia del XIXº secolo.
In filosofia, influenzato da J. Bentham, si indirizzò verso l'utilitarismo e il radicalismo filosofico-politico. Conobbe, quindi, l'opera di Saint-Simon e Comte, da cui mutuò la concezione di un'alternanza di periodi critici e periodi organici nella società; rifiutò peraltro le estreme conseguenze del positivismo comtiano, che criticò nel suo August Comte and Positivism (1865). Gli elementi empiristici, utilitaristici e positivistici della filosofia di Mill emergono pienamente nella sua opera System of Logic, Ratiocinative and Inductive (1843), in cui cercò di fare dell'empirismo un sistema conoscitivo adattabile alle esigenze della scienza. Dal riesame della logica, Mill trasse originali conclusioni circa il metodo delle scienze morali, alla cui arretratezza si può ovviare solo con l'uso dei metodi delle scienze fisiche. È a tal fine necessario impiantare la conoscenza del mondo morale su una rigorosa conoscenza dei moventi dell'uomo. Da qui il rilievo che assumono per Mill la psicologia, l'etnologia e la sociologia, scienze delle quali egli è tra i principali fondatori. L'etica utilitaristica di Mill si fonda sul principio della massima felicità. Continuatore anche in questo campo del Bentham, Mill pone alla base dell'etica la scala di valori fissata dall'individuo, la cui autonomia egli difende contro la minaccia della nascente civiltà di massa. Considerato tradizionalmente come l'ultimo grande economista della scuola classica, Mill, benché educato in essa e ad essa intellettualmente legato, se ne allontanò in parte contaminandola con elementi socialisteggianti e sansimoniani.
La sua opera fondamentale, Principles of Political Economy with Some of Their Applications to Social Philosophy (1848; Principi di economia politica con alcune applicazioni alla filosofia sociale), rimase per decenni il più autorevole testo delle università inglesi. Altra opera di rilievo sono gli Essays on Some Unsettled Questions of Political Economy (1844; Saggi su alcune questioni controverse di economia politica), dove trattò della natura e del metodo dell'economia. In campo politico, Mill fu sostenitore di un liberalismo moderato dall'accettazione di alcuni principi delle nuove tendenze democratiche. Sostenne inoltre l'emancipazione della donna e la limitazione delle nascite. Tra i suoi saggi politici: On Liberty (1859), Considerations on Representative Government (1861; Considerazioni sul governo rappresentativo) e Subjection of Women (1869; La soggezione delle donne).

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