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Feste civili d'Occidente
Le ricorrenze e le festività civili nella cultura
laica si affermano in Europa a partire dall'epoca moderna, insieme alla sempre
più diffusa consapevolezza dei diritti civili, politici e sociali e al progresso
scientifico e tecnologico.
La graduale affermazione di una mentalità
giuridica ispirata a criteri giusnaturalistici ha introdotto in Europa, a
partire dagli inizi del XVII secolo, i primi elementi di una codificazione del
diritto autonoma e distinta dalle norme e dalle concezioni religiose.
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Il principio di giustizia civile e sociale e il
principio di osservazione e di verifica sperimentale costituiscono i
presupposti concettuali e valoriali della mentalità laica considerata
nella sua più ampia accezione, a prescindere dalle diverse declinazioni di
orientamento conservatore o progressista che ha assunto nel corso dei
secoli successivi. 1598 - Editto di Nantes, relativo alla libertà religiosa; |
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La rivoluzione americana (1778) e la rivoluzione francese (1789-1796)
determinano in questa prospettiva processi che si ripercuotono successivamente
in tutti i paesi europei. Le lotte sociali successive alla generalizzazione del
sistema di produzione industriale nel corso del XIX secolo propongono un
ulteriore allargamento del significato e del contenuto dei diritti civili in
ordine all'emancipazione femminile e ai diritti sociali (istruzione, salute e
lavoro).
Il progresso culturale e sociale e l'evoluzione tecnologica possono
quindi costituire le chiavi di lettura di un calendario civile laico, un
calendario "dei cittadini", che presenta tante varianti quanti sono gli Stati
nazionali e che potrebbe valere come calendario dei cittadini d'Europa.
In
questo calendario, ancora solo parzialmente esplicito, trovano posto le
differenti feste nazionali che si festeggiano nei diversi paesi europei e che
sono legate a eventi della storia moderna e contemporanea dei singoli paesi
(come ad esempio per l'Italia è il 25 aprile, festa della Liberazione); il
Capodanno (1° gennaio) come Giornata mondiale della pace e come inizio ufficiale
dell'anno civile;
- la Giornata internazionale della donna (8 marzo);
- la Giornata
internazionale dei lavoratori (1° maggio);
- l'Anniversario della
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (10 dicembre);
-
l'Anniversario della Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia (20
novembre).
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All'interno dello stesso calendario può figurare anche l'istituzione della settimana corta con la sospensione delle attività lavorative nei giorni di sabato e domenica, a prescindere dalle ricorrenze religiose. È un calendario del tutto particolare anche per un altro motivo: può essere associato o meno a ognuno dei calendari religiosi precedentemente proposti. Si autodefinisce infatti più per sottrazione che per opposizione di significati: si restringe nella dimensione del tempo e dello spazio civile e sociale lasciando facoltà di differenziazione nella definizione o meno di ulteriori significati e qualità culturali e religiose del tempo cronologico e sociale a livello individuale o collettivo. |
(A cura di G. Catti e G. Ventura)
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