|
|
Occorre notare prima di tutto che l'anno, nelle tre comunità che riconoscono Abramo quale comune progenitore, non comincia nello stesso giorno. Il Capodanno ebraico cade in autunno, quello musulmano in primavera. Inoltre, gli ebrei, i cristiani e i musulmani contano gli anni della storia a partire da eventi diversi: - Il punto determinato da molti in Israele è suggerito dall'idea della Creazione del mondo. Così, quando un calendario civile segnala sabato 18 settembre 2001, un calendario ebraico segnala il passaggio dall'anno 5761 all'anno 5762 dalla Creazione del mondo. - Il punto determinato da molti credenti in Cristo è suggerito dall'idea della nascita di Gesù, del suo Avvento. Così, quando un calendario civile segnala domenica 2 dicembre 2001, un calendario cristiano segnala la prima domenica di Avvento e quindi l'inizio dell'anno liturgico, un nuovo anno di preghiera nella Chiesa. |
|
- Il punto determinato da molti nell'Islam è l'Ègira, cioè l'emigrazione di Muhàmmad, il Profeta, dalla Mecca a Medina. Così, quando un calendario civile segnala lunedì 26 marzo 2001, un calendario islamico segnala il passaggio dall'anno 1421 all'anno 1422 dell'Ègira.
Il giorno di festa settimanale (ebraico, cristiano,
musulmano)
È da notare innanzitutto che il giorno, per l'ebreo e il musulmano, non inizia a mezzanotte come per il cristiano, ma al tramonto del Sole, e termina con il tramonto del giorno successivo. Così il sabato ebraico inizia al tramonto del venerdì cristiano e il venerdì musulmano inizia al tramonto del giovedì cristiano (pomeriggio o sera a seconda delle stagioni).
Il giorno della festa settimanale è per l'ebreo, per il cristiano, per il musulmano il tempo dato dal Signore Iddio al popolo, perché questo faccia memoria dell'Evento compiuto dall'altissimo, onnipotente e buon Signore.
L'Evento si ripresenta, non è solo rappresentato; si rivive, non è solo ricordato. Il significato del riposo nel giorno di festa non coincide pertanto con quello di "vacanza" che per tutti indica un giorno vuoto, vacante, da occupare liberamente con attività diverse da quelle dei giorni lavorativi.
Il sabato è per l'ebreo il Giorno del Riposo, voluto da Dio stesso (Genesi 2,3); è segno dell'Alleanza (Esodo 31, 12-17). Ci si astiene da ogni lavoro dal crepuscolo del venerdì fino a quello del sabato. La casa è pulita e abbellita per accogliere il Sabato come si accoglie l'ospite di riguardo. La madre di famiglia al crepuscolo del venerdì accende due candele. In casa si cena e si pranza con gioia, si mangiano i pani benedetti. Nella sinagoga ci si ritrova per studiare la Torah, la Legge di Mosè.
La domenica è per molti cristiani il primo giorno della
settimana, il Giorno della Risurrezione del Signore (Matteo 28,1). È
dunque il Giorno del Signore (dies dominica, Apocalisse 1,20). Si
partecipa all'Eucaristia nelle comunità. Ci si astiene dalle attività
sfavorevoli alla partecipazione consapevole ed attiva
all'Eucaristia. Il venerdì è per il musulmano il Giorno dell'Assemblea.
Quando si ode l'invito a pregare si accorre a nominare il nome del
Signore, lasciando ogni altra attività (Corano 62,9-11). Il giorno
dell'assemblea però non corrisponde necessariamente, come nel caso del
sabato ebraico e della domenica cristiana, a un giorno intero di
sospensione delle attività lavorative
civili.
| Torna alla Homepage | Avanti |