Calendari, lunari e almanacchi

Il calendario è prima di tutto un sistema di divisione del tempo, frutto di convenzioni, di patti, e finalizzato a scopi pratici. In secondo luogo, è una pubblicazione a stampa che reca l'elenco di tutti i giorni dell'anno, suddivisi in settimane e mesi, e con l'annotazione delle ricorrenze civili e religiose.

Con i calendari stiamo attenti al Sole, al tempo che esso impiega nel suo moto apparente tra le stelle dello Zodiaco intorno alla Terra o, in altri termini, al tempo impiegato dalla Terra per compiere una rivoluzione intorno al Sole.
Questo tempo è chiamato anno e a seconda del punto determinato per osservare i passaggi del Sole si distinguono vari tipi di anno: scolastico, accademico, commerciale, giudiziario, finanziario.

 

Il lunario è un altro sistema di distinzione del tempo, fondato sulle fasi lunari, le lunazioni e l'anno lunare. Ed è anche il libro dei giorni del mese e delle fasi della luna, tradizionalmente arricchito da informazioni varie sui santi, sulle feste ecc.
L'almanacco, affine al lunario, è in origine un libro che viene donato. L'idea di questo dono è nata nel mondo arabo. Chi riceve un almanacco viene a sapere da una voce amica notizie astronomiche, astrologiche, religiose e storiche; la sua attenzione è attratta verso il Sole e la Luna, le stagioni, gli equinozi e i solstizi.

Un almanacco può integrare il significato del calendario e del lunario. Può dire con voce amica che cosa prova una persona musulmana il venerdì, quando va nella Moschea; che cosa prova una persona israelita il sabato, quando va nella Sinagoga e una persona credente in Cristo la domenica, quando va alla Messa. Notizie di tal genere si leggono sui libri, e però richiedono il calore di una voce amica affinché si capisca almeno un poco che cosa prova una persona quando prega: la sera, la notte, il mattino; a mezzogiorno, la sera, e ancora al tramonto. Infatti, per conoscere e riconoscere le diverse modalità di concezione simbolica e di organizzazione funzionale del tempo nei calendari, nei lunari, negli almanacchi, bisogna spingersi fino alle soglie dell'esperienza del sacro e del rito.

... Che cos'è un rito? - disse il Piccolo Principe.
Anche questa è una cosa da tempo dimenticata - disse la volpe ... - ... è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo fino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza

(A. De Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe, cap. XXI).

     Il calendario civile e i calendari religiosi hanno ritmi, cicli e punti di origine diversi fra loro. I calendari civili possono essere organizzati secondo il ciclo solare (annuale) o il ciclo lunare (mensile), determinando conseguenze differenti sul computo degli anni.
Anche i significati della celebrazione periodica di festività e ricorrenze sono differenti nei calendari civili e nei calendari religiosi. Le modalità di computazione e di organizzazione del tempo tipiche dei calendari civili non corrispondono alla motivazione di rinnovamento della memoria degli eventi fondanti la religiosità nelle differenti confessioni.

È pertanto opportuno uno sguardo panoramico che riesca a mettere gli educatori e gli insegnanti in condizione di percepire le differenti strutture di organizzazione dei vissuti e delle pratiche sociali di attori (adulti e bambini) appartenenti a culture differenti da quella europea, latina e occidentale.
Per questi motivi abbiamo voluto produrre un calendario multiculturale (pur consapevoli di inevitabili approssimazioni).

Indietro     Torna alla Homepage      Avanti