Emanuele Mandelli
MARZO 2538
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Prima silenzio, poi lievi sommessi rumori. Luce intensa spalmata sui muri. Cammino con delicata e circospetta circostanza. Marzo 2538, un anno difficile. La vita nella città Est è diventata davvero irragionevole, assurda, schizofrenica, paranoica non allineata. Calato nei miei sintetici e luccicanti panni neri di velcropelle fingo sicurezza. In realtà sono sconvolto. Tutto quello che la passata immaginazione scientifica e cinematografica poteva immaginare sul 'futuro' è destrutturato, smontato e ripianificato.
Ho paura.
Mi sono messo al terminale il 7 gennaio 2001, un sabato notte di tranquilla ispirazione. Alla televisione trasmettevano un film con Ugo Tognazzi, volevo scrivere un mini romanzo nell'arco di una settimana, avevo in mente anche delle belle idee. Volevo preparare una cosa ben fatta da dare ad un amica, una nuova amica cosi splendidamente interessata al mio mondo. Il PC parte, apro word per window e comincio a scrivere. Un ticchettio sommesso di tasti ammutoliti. La mia nuova tastiera che non ticchetta più come quella del vecchio IBM 386 che mi ha accompagnato nel corso degli ultimi anni. Qualche riga, delle idee messe su da una lunga telefonata fatta quella stessa sera prima di uscire. La tristezza che ho provocato con il racconto del mio natale 2000. Two beer more music and cigarette.. Il ricordo di un passo del 'Piccolo principe'.... Una vaga idea di mettere su una sparlata che mischi fantascienza a cose vere... L'idea che mi cullava da qualche giorno |
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