Guy de Maupassant
NEL BOSCO
Il sindaco stava per sedersi a tavola per pranzare quando venne avvertito che la guardia campestre lo aspettava al municipio con due prigionieri.
Ci si recò subito, e vi trovò infatti la sua guardia campestre, compare Hochedur, in piedi che sorvegliava con aria severa una coppia di maturi borghesi.
L'uomo, un ciccione, con il naso rosso ed i capelli bianchi, sembrava abbattuto; la donna, invece, una comare piccina vestita a festa, grande e grossa con le guance lucide, guardava con occhio diffidente l'agente che li aveva catturati.
Il sindaco chiese: «Cosa c'è, compare Ho-chedur?»
La guardia campestre fece la sua deposizione. Era uscito la mattina, alla solita ora, per compiere il suo giro dalla parte dei boschi Champioux fino ai confini di Argenteuil. Non aveva notato niente d'insolito nella campagna se non che faceva bel tempo e che le messi erano a posto, quando il figlio dei Bredel, che zappettava la sua vigna, aveva esclamato: «Ehi, compare Hochedur, andate a vedere all'orlo del bosco, al primo ceduo, ci troverete una coppia di piccioni che hanno di sicuro centotrenta anni insieme.»
Era partito nella direzione indicata; era entrato nel folto del bosco ed aveva sentito delle parole e dei sospiri che gli fecero supporre un flagrante delitto di atti osceni. Così, procedendo sulle ginocchia e sulle mani come per sorprendere un cacciatore di frodo, aveva catturato la coppia presente nel |
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