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La frase del giorno

 



Gandhi (1869 - 1948)

Mohandas Karamchad Gandhi frequenta la "high school" del kathiawar. A 13 anni è sposato a una coetanea. Nel 1888 raggiunge Londra, dove studia legge e cerca di inserirsi nella società, senza riuscirvi. Si dedica allora per tre anni alla lettura di testi filosofici e religiosi, dai quali capisce che la rinuncia è la forma più alta di religiosità che un uomo possa esprimere. Nel '91 torna in India; ma la madre è morta e la sua professione non rende abbastanza per sdebitarsi coi fratelli che avevano finanziato i suoi studi. Parte allora per il Sudafrica, per sbrigare un affare legale per una casa di commercio. Sul treno, benché munito di biglietto, è allontanato dallo compartimento di prima classe perché indiano. Questa umiliazione gli cambia la vita. Arrivato a Johannesburg convoca una riunione con la colonia indiana d'Africa, dove esorta i compatrioti a essere il più onesti possibile e a dimenticare le differenze di casta. Impartisce inoltre lezioni di inglese gratuitamente. Nel '94 fonda il "Natal Indian Congress"; durante la guerra boera e la guerra zulù organizza un corpo volontario per assistere i feriti di ogni razza. Nel '04 fonda a Phoenix il primo ashram, una colonia agricola dove i suoi compagni si guadagnano la vita col lavoro dei campi. Qui Gandhi compie su di sé esperimenti della pratica del digiuno, mezzo di purificazione e di autodominio. Nel '06 il governo inglese obbliga gli asiatici a fornire le impronte digitali e ad altre umilianti misure di polizia. Gandhi chiede ai satyagrahi di non farsi schedare e andare in carcere senza opporre resistenza. In breve le prigioni si riempiono. Nel '07 è arrestato anche Gandhi. Liberato, Gandhi compie un viaggio in Inghilterra.
Tornato in India per motivi di salute, organizza nel '19 la prima satyaghara nazionale contro le restrizioni della libertà. La manifestazione non ottiene i risultati voluti. Nel '21 è condannato a 2 anni di carcere. Al rilascio, Gandhi lancia una nuova campagna di disobbedienza civile contro il monopolio del sale. La mattina del 12 marzo '30, seguito da alcuni studenti, si dirige a piedi verso la costa. In ogni villaggio il corteo è raggiunto da sempre più gente, per lo più contadini. Il 5 aprile Gandhi raggiunge il mare, e in mezzo a una folla che lo acclama raccoglie una manciata di sale. È l'inizio dei moti del sale: i contadini rifiutano di pagare l'imposta; i tessuti stranieri vengono boicottati, i tribunali restano deserti. Quando Gandhi è arrestato la direzione della campagna è assunta dalla moglie, in seguito arrestata anch'essa, insieme a molti altri capi: in poco tempo le prigioni sono di nuovo piene. Il 25 gennaio '31 Gandhi è liberato; e al termine di vari colloqui col Viceré, il Governo britannico modifica le leggi sul monopolio del sale.
Allo scoppio della guerra mondiale Gandhi annuncia che gli indiani avrebbero collaborato alla difesa della democrazia se questa fosse stata applicata anche all'India. Al rifiuto di Churchill di trasferire i poteri a un governo provvisorio indiano, Gandhi riprende la disobbedienza civile. Nessun tentativo di riprendere colloquio fu tentato fino alla fine della guerra: intanto la moglie di Gandhi muore in carcere in un digiuno di protesta. Alla fine della guerra mondiale, si scatena in India una sanguinosa guerra civile tra hindù e musulmani, che avevano chiesto e ottenuto la formazione di uno Stato separato (il Pakistan). Gandhi, ormai vecchio e solo, lotta con tutte le sue forze contro la guerra, rischiando anche di morire di fame durante un digiuno, ma riuscendo a pacificare almeno Calcutta. Recatosi a Delhi, il 30 Gennaio '48 è assassinato da un giovane hindu.





Frasi:
occhio per occhio, e il mondo finirà cieco
l'unico tiranno al mondo che posso accettare è la mia coscienza
tutto ciò che si mangia senza necessità, si ruba allo stomaco dei poveri
la forza non scaturisce dalle capacità fisiche, ma da una volontà indomita
Sette Peccati Sociali: politica senza principi, ricchezza senza lavoro, piacere senza coscienza, conoscenza senza carattere, commercio senza moralità, scienza senza umanità e culto senza sacrificio
la verità non danneggia mai una causa giusta
vivere più semplicemente così che anche gli altri possano semplicemente vivere
non c'è una via verso la pace. La pace è la via
nelle questioni di coscienza le ragioni della maggioranza non esistono
ci hanno insegnato a credere che quello che è bello non ha bisogno di essere utile e che quello che è utile non può essere bello. Voglio mostrare che quello che è utile può essere anche bello
il fine è nei mezzi come l'albero nel seme
la verità è completamente interiore. Non bisogna cercarla al di fuori di noi stessi né volerla realizzare lottando con violenza con nemici esterni
l'uomo impoverisce le cose molto più con le parole che con il silenzio
sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo
la grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal trattamento che riserva agli animali


works in:
  SPANISH  
  • EL ARTE DE LA NO VIOLENCIA
  •   ITALIAN  
  • ANTICHE COME LE MONTAGNE
  • SCRITTI SULLA NON VIOLENZA


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