Sant'Agostino
LETTERA 19
Scritta nello stesso periodo (389-90).
A. inviando i suoi libri a Caio (da lui forse convertito alla Chiesa Cattolica), lo esorta a perseverare nella fede e nei buoni propositi.
AGOSTINO A CAIO
1. È impossibile esprimere quanta dolcezza mi abbia invaso e spesso ancora mi invada al tuo ricordo dacché ti ho lasciato. Infatti rammento come la misura nella disputa non fosse turbata dal tuo ardore nella ricerca [della verità ] per quanto fosse meraviglioso. Giacché non potrei facilmente trovare uno che ponga le domande con maggiore passione e che ascolti con maggiore calma. Vorrei perciò discorrere molto con te: infatti il colloquio con te non sarebbe mai abbastanza lungo, per quanto durasse. Ma poiché è difficile, che bisogno c’è di cercarne i motivi? È davvero difficile: un giorno forse sarà facilissimo - Dio lo voglia! - Ora certo la cosa sta diversamente. Perciò ho dato incarico al fratello latore della presente lettera di consegnare tutti i miei scritti alla tua prudentissima carità perché li possa leggere. Nulla di mio egli ti darà che non ti faccia piacere; so infatti quanto siano benevoli i sentimenti che nutri nei miei confronti. Se, dopo averli letti, li troverai meritevoli di approvazione e li giudicherai conformi alla verità , non considerarli cosa mia se non in quanto mi sono stati elargiti, ed elevati a Colui dal quale è stata data anche a te la capacità di giudicarli degni di approvazione. Nessuno infatti riesce a scorgere la verità di ciò che si legge nel libro stesso o in colui che lo ha scritto, ma piuttosto in sé, quando sia stata impressa nella sua mente una luce di verità che non abbia la purezza di quella comune e sia totalmente scevra dalle impurità del corpo. Se al contrario vi troverai qualcosa di falso e ...
|
|
|
|
|
|
|
|
|