Sant'Agostino - Contro il manicheo Secondino
LETTERA DEL MANICHEO SECONDINO
A SANT’AGOSTINO
Secondino al vescovo Agostino giustamente degno di onore e di lode e meritevole di straordinaria venerazione.
La trinità manichea e la natura del male.
1. Sono profondamente grato all’ineffabile e santissima Maestà di Dio e a Gesù Cristo suo primogenito e re di tutte le luci, e allo stesso modo supplice ringrazio lo Spirito Santo, perché mi hanno dato la possibilità di salutare senza timore la tua illustre santità, o Signore giustamente degno di lode e meritevole di straordinaria venerazione. E non c’è da stupirsi: sono infatti capacissimi di procurare ogni bene e tenere lontano ogni male, in modo da difendere la tua benevolenza con la loro protezione e da sottrarla al male, non a quello che è nulla o che nasce dagli intrighi e dalle passioni umane, ma a quello che è pronto a manifestarsi. Guai poi a colui che si sarà offerto quale appiglio al male stesso. Tu infatti, che ricevi da loro tali doni, meriti che essi stessi divengano alimento della tua verità, davvero lucerna, che la destra della verità pose nel candelabro del tuo cuore, perché non fosse dilapidato il patrimonio del tuo tesoro per la venuta di un ladro 1; e comandino che rimanga salda senza franare quella casa che tu hai collocato non sulla sabbia dell’errore, ma sulla roccia 2 della conoscenza; e allontanino da noi quello spirito malvagio che infonde paura e cattiveria negli uomini per deviare le anime dallo stretto sentiero 3 del Salvatore. Ogni suo assalto si riversa per mezzo di quei principi contro i quali l’Apostolo confessa, nella Lettera agli Efesini, di aver sostenuto un combattimento. Dice infatti di combattere non contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro gli spiriti del ...
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