Elisa Fontana
Crisalide
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Crisalide: pensieri oziosi e frequenti emicranie
Oggi compio 16 anni e i nove anni di mal di testa quasi quotidiano mi hanno regalato una ruga sdraiata in mezzo alla fronte. Nella mia collezione ho emicranie di svariate specie: da scuola e da vacanza, da luna, da primo bacio e da festicciola, da tristezza improvvisa e da tenerezza di cuccioli appena nati, emicrania da vestito di velluto sintetico, da telefonata segreta, da spaghetti ai frutti di mare.
Mi hanno detto di provare con il VELENO: una goccia in più per ogni giorno in cui non funziona. Sono arrivata a casa. Pomeriggio presto. Zaino, giaccone e golf sfilati in blocco sul letto. Dai miei nuovi orecchini, due grappoli di monetine dorate, regalo delle mie compagne di classe, si irradiano fredde due piccole mani tintinnanti che mi premono fino alle tempie, alla nuca, al collo. Mi arrampico per recuperare dal ripiano inaccessibile della credenza una coppa da brindisi, e, respirando forte piena di attesa, spicco la mia prima goccia di veleno. Una sferetta color melanzana per qualche istante rimane intatta a galleggiare sulla superficie, per poi dissolversi danzando verso il fondo, lasciando l'acqua azzurrina. Alzo il mio calice augurandomi ogni bene, ascolto il liquido scendermi per l'esofago. Respiro profondo.
Estate 1981. La mamma ha già messo a dormire la mia sorellina con tutti i suoi riccioli nel lettino della cameretta nella casa nuova. Sento i contorni del bacio sulla fronte che la nonna mi ha dato mentre mi salutava sull'auto ricoperta dagli scatoloni del trasloco. Mi brucia e mi bruciano le lacrime mentre sfrecciamo sotto i lampioni, enormi scope capovolte e luminose, e ancora adesso, mentre entro nella mia nuova cameretta. Sono triste perché nella nuova città non ho nessun amico e non conosco la mia ...
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