IL FASCISMO E I SUOI SOGNI
Saggio
di
Bruno Ugolotti
INTRODUZIONE
L'equazione storica si sviluppa nel tempo. Come il sogno (1) essa non si lascia strappare il suo segreto che più tardi, "quando una trasformazione reale, sorta nell'intervallo, abbia debilitato i fattori psichici che lottario gli uni contro gli altri." Questi fattori, nel nostro caso, sono le passioni politiche. Il ritardo può essere di secoli.
Ma c'è da fare delle distinzioni. Così come la matematica di Euclide non è quella della fissione nucleare, gli avvenimenti storici preteriti non sono commensurabili coi nostri. Col progresso le relazioni umane si sono venute modificando. Assieme al calcolo infinitesimale nascono le ídeologie; l'addottrinamento politico prende forma durante la rivoluzione industriale; il terrorismo urbano nasce coi "computers". La filosofia, se è ancora possibile, si impaluda in un nuovo scetticismo.
Sorgono così bisogni differenti, imperativi morali differenti. La relazione semplice uomo-ambiente-divinità si appesantisce con una serie complessa di variabili. Se la teoria corpuscolare e quella ondulatoria non ci bastano più per spiegare l'essenza della luce, le formule storiche consuete non sono più sufficienti per chiarire i nuovi fenomeni sociali. Il conflitto di classe considerato come fattore decisivo del movimento storico sociale ha fatto il suo tempo alla pari dell'intervento olimpico, della bontà divina e dei disegni della Provvidenza. Capitale e lavoro, le due forze antagonistiche tradizionali, tendono a trasformarsi in una sola, come la materia e l'energia. Anche la concezione dello Spengler (2) giunge ora ai suoi limiti. Le conquiste della tecnica hanno creato un mondo riunito sotto la stessa segnatura e sottoposto alle stesse leggi.
Nel trascorso di questi cambiamenti nascono i presupposti di una nuova equazione: fascismo = popolo italiano. E, a complicarne la soluzione, si scatena attorno ad essa una ridda schizofrenica di passioni. É ...
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