Luigi Guicciardini
Il Sacco di Roma
*****************
[LIBRO PRIMO]
[LIBRO SECONDO]
[NOTA AL TESTO]
*****************
Allo Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore,
il Signor Cosimo de' Medici, duca ii della Repubblica Fiorentina,
Luigi Guicciardini salute.
Solevano molti degli antichi istorici, Illustrissimo Duca, quando qualche
azione dei tempi loro volevano mandare alla memoria delle lettere,
ingegnarsi, per satisfare al gusto de' lettori, eleggere quella era insino
allora successa o più dilettevole o più gloriosa; e per lasciare maggiore
fama di loro medesimi, sforzarsi ornarla con quella eleganza che concedeva
loro e la natura e l'arte. Imperò che, poi che si partì dalle umane menti
la volontaria povertà con la naturale giustizia, dua principali e vere
virtù che al tempo dell'antichissimo [4] Jano mantenevono gli uomini
nell'aureo secolo e lieti e securi; e che in luogo di questa e di quella,
per la superbia e ferocia di Nino re degli Assirii, primo sturbatore della
quiete umana (se alle greche istorie fede prestare dobbiamo), entrò ne'
petti de' mortali l'ambizione e la cupidità del dominare. Dalle quali
dipoi essendo nato l'odio, la guerra, la crudeltà e l'avarizia,
accompagnata con ogni altro maligno e vilissimo appetito, a poco a poco si
causorono tanti pessimi modi di vivere negli uomini, che spesso fecero
sentire e provare a' miseri mortali la superbia di Briareo, la crudeltà di
Falari, l'avarizia di Mida, e la lussuria di Sardanapalo: onde per questi
mostruosi defetti de' prencipi e de' popoli, la vita dell'uomo si condusse
finalmente a termine, che non era altro (come al presente) che sudori,
angustie ed infinite miserie. Per le quali cagioni non pareva allora
maraviglia, gustando e assaggiando ogni giorno il genere umano più
amaritudine assai che dol- [5] cezza, che i lettori desiderassino, per
rallegrare e alleggerire alquanto l'animo loro ...
|
|
|
|
|
|
|
|
|